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Mons. Lorizio su Avvenire: la teologia rapida per declinare la fede oggi

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Pubblicata su Avvenire cartaceo e online il 10 febbraio 2025, una profonda riflessione di monsignor Giuseppe Lorizio, assistente ecclesiastico del Meic e professore emerito di Teologia fondamentale alla, esplora la cosiddetta “teologia rapida” e la necessità di trovare nuovi luoghi per parlare di Dio.

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Lorizio utilizza la metafora enogastronomica per evidenziare che la teologia non deve essere ridotta a un “fast food” del pensiero, ma deve mantenere freschezza e profondità, come uno “street food” capace di nutrire realmente chi la incontra. Il rischio di una teologia frettolosa e superficiale è alto, soprattutto se si perde la solidità della formazione e si rinuncia alla fatica del concetto.

Secondo l’autore, la “teologia rapida” dovrebbe inserirsi nel “frattempo” della vita quotidiana, ascoltando sia la fede sia il tempo presente (auditus temporis), senza però abbandonare la dimensione scientifica e storica del sapere teologico. La velocità del cambiamento non deve travolgere la riflessione teologica, che deve rimanere radicata nella tradizione senza cedere all’effimero.

Infine, Lorizio sottolinea l’importanza del giornale come “luogo teologico”, riprendendo l’intuizione di Karl Barth sulla necessità di leggere i giornali per comprendere il presente alla luce della fede. La teologia, pur aprendosi ai nuovi linguaggi e contesti, non deve diventare un mero esercizio giornalistico o culturale, ma rimanere un sapere strutturato e profondo, capace di orientare e illuminare il cammino dell’uomo.

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