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L’icona scelta dal Meic per Camaldoli 2025

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L’icona della settimana teologica del Meic 2025 dal tema “Il messaggio della fede alla prova del gender” – che si sta svolgendo in questi giorni a Camaldoli – è stata realizzata appositamente per il Movimento, dall’artista padre Tarcisio Manta, frate minore francescano, nato a Potenza nel 1936, che vive a Mercato San Severino (SA).

Dopo gli studi teologici, l’autore si è formato come artista all’Accademia di Brera (MI) col maestro Domenico Cantatore e ha lasciato le sue opere in Brasile e in tutt’Italia, in particolare nelle Marche, in Trentino, in Basilicata.

Nella cera su cartoncino “Maschio e femmina li creò?” le caratteristiche della produzione pittorica di Tarcisio (che è anche scultore): cioè la vivacità policroma e la netta semplicità dei tratti, invitano all’approfondimento spirituale, lo scorniciamento delle figure alla riflessione  non ingessata dai vincoli tradizionali, la luce sfumata del fondo, che deriva dalla sfera giallo oro/originaria, creativa, esalta il punto di fuga descrivendo la profondità prospettica.

Dio illumina all’origine e lascia le fugure umane davanti a sé, spingendole alla libera ricerca. Le due figure, entrambe androgine nei volti, ma diverse per i capelli e per gli abiti che ne definiscono i diversi corpi, richiamano all’unica identità creaturale, definita nella relazione reciproca espressa dalle braccia che si incrociano e uniscono le due identità in un comune percorso.

Articolo a cura di Maria Teresa Gino, segreteria nazionale Meic.