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Camaldoli 2026. Presentato il libro di Gianni Borsa “Amare la Politica”

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Gianni Borsa, giornalista e neo direttore di Coscienza, ha presentato il suo nuovo libro in collegamento via streaming durante la mattina della terza giornata della Settimana Teologica di Camaldoli 2026, in svolgimento in questi giorni, dal 17 al 21 agosto. L’incontro ad hoc ha avuto per oggetto il volume Amare la politica. Democrazia, cittadinanza, partecipazione, curato appunto dallo stesso Borsa e pubblicato da ITL Libri/In Dialogo.

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Il volume, uscito in libreria a fine marzo 2026 nella collana “Attualità” di ITL/In Dialogo, si presenta in un formato di 120 pagine e non si tratta di un lavoro a firma singola, ma di un’opera collettiva: raccoglie infatti i contributi di nove autori ed esperti, tra accademici, giornalisti e responsabili di enti ecclesiali: Luca Alici, Guido Formigoni, Emanuela Gitto, Giovanni Grandi, Marco Iasevoli, Giuseppe Riggio, Chiara Tintori, Erica Tossani e Andrea Michieli, quest’ultimo anch’egli in collegamento streaming durante la presentazione di questa mattina a Camaldoli.

Un titolo che interroga

Nell’introduzione al volume, intitolata “Perché (ancora) la politica”, Borsa spiega le ragioni di un titolo che potrebbe apparire, a un primo sguardo, azzardato o fuori luogo. «Amare la politica: titolo azzardato? Più che legittimo pensarlo, specialmente in quest’epoca in cui la politica – intesa come attività delle istituzioni a essa preposte e dei leader più in vista – ha forse toccato, a torto o a ragione, il punto più basso di credibilità e più alto di delegittimazione popolare», scrive il curatore. Eppure, aggiunge, «di politica c’è bisogno per regolare la vita della polis (la città, nella sua accezione più ampia) e dei polites (i cittadini: di un borgo, di una realtà urbana, oppure una regione, uno Stato, d’Europa e persino del mondo intero)».

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Quanto al verbo scelto per il titolo, Borsa precisa che non è stato adottato a caso: «Ritenendo la politica – con il suo profilo, i suoi compiti, i poteri e i limiti, i pregi e i difetti – non solo utile ma necessaria per la convivenza umana, essa richiede grande considerazione, sguardo sulla vita, idealità, preparazione, informazione, sincero coinvolgimento, predisposizione al confronto e, perché no, sana passione. Tutto questo è stato “tradotto” col verbo amare».

Il sottotitolo, Democrazia, cittadinanza, partecipazione, indica invece gli elementi costitutivi attorno a cui ruota il libro. Nel testo viene richiamata una definizione di politica, ripresa da Guido Formigoni e Luciano Caimi (curatori del Dizionarietto di politica. Le nuove parole, Scholé, Brescia 2022): «Politica è partecipazione attiva, confronto fra visioni diverse di società, discussione sui problemi aperti, maturazione di scelte collettive intorno a temi di pubblica rilevanza, avendo a riferimento ideale il “bene comune”».

Il percorso del libro

Amare la politica propone un percorso in più tappe. Si parte dall’individuazione dei “mali” che ammorbano la politica per provare, passo dopo passo, a ripercorrerne il senso, i veri protagonisti, gli “spazi” istituzionali, i possibili e grandi obiettivi che deve darsi, sia per diventare di nuovo una dimensione appassionante per molti, sia per ritrovare la propria anima a servizio del “noi”. Il libro non trascura aspetti particolari e costitutivi di una buona politica, dalla formazione all’attenzione prioritaria ai poveri e alle fragilità, fino allo sguardo sul quadro internazionale, giungendo a indicare nuovamente, con convinzione, il trinomio democrazia, cittadinanza, partecipazione.

Sta in questo trinomio, secondo la tesi che emerge dai diversi contributi raccolti nel libro, l’antidoto alle posizioni preconcette, ai populismi e alle loro forzature, alle falsità spacciate per verità incontrovertibili, alle bugie ammantate di buon senso, alla trasformazione della politica in tifoserie gridate sui palcoscenici reali e digitali.

Nell’introduzione, Borsa individua nella parola “insieme” la chiave di lettura del volume: è infatti «la costruzione di un noi, plurale e solidale», a suo avviso, «la risposta possibile, credibile, alle derive di ampia parte della politica odierna, a sua volta vittima di un individualismo diffuso, a tratti sfrenato, in cui l’ego è posto al centro dei comportamenti personali». A questo individualismo, scrive ancora Borsa, «vi fanno riscontro indirizzi politici, che vanno per la maggiore, a carattere identitario, formalmente rassicuranti e, in talune deviazioni sovraniste, persino tribali».

Nel tracciare il quadro culturale in cui si muove il libro, l’introduzione richiama anche un contributo di Mauro Magatti apparso su Avvenire il 14 settembre 2025, secondo cui «la radice più profonda di questa crisi è culturale e spirituale. Le democrazie hanno vissuto negli ultimi decenni sotto il segno di un individualismo radicale e di un nichilismo pratico che hanno eroso i legami simbolici e comunitari». E ancora, a proposito dei rischi legati alla “deriva tecnologica” della politica, viene citato un intervento di L. Romano, pubblicato su «Appunti di cultura e politica» (4/2025), sul tema del “populismo algoritmico”: «Come garantire che la potenza dell’Intelligenza artificiale non induca una deresponsabilizzazione collettiva? Il rischio è che la delega di funzioni cognitive e decisionali all’IA possa generare una “eteronomia algoritmica” in cui la capacità critica e la partecipazione attiva dei cittadini si atrofizzano a favore della dipendenza da sistemi automatizzati. La questione non è solo tecnica, ma profondamente politica».

I capitoli e gli autori

Dopo l’introduzione, il volume si articola – come già anticipato – in nove capitoli, ciascuno affidato a un autore diverso. Apre la sezione dei contributi Guido Formigoni, con “Le derive della politica”: nel testo l’autore segnala «una parabola di cinquant’anni almeno di ridimensionamento continuo dell’influenza reale della politica», osservando come i problemi pubblici siano stati progressivamente depoliticizzati e ridotti «alla loro semplice dimensione organizzativa, tecnica, economica». Secondo Formigoni, l’uscita dalla crisi della politica democratica passa dalla capacità di «costruire circoli virtuosi tra diversità e convivenza, tra accesi dibattiti e costruzione di soluzioni ai problemi».

Segue “Il senso della politica” di Luca Alici, che muove dalla convinzione che la politica non occupi più uno spazio significativo nella vita delle persone, per affermare che «finché non diventa cittadino, l’essere umano non è propriamente umano» e che «la domanda sul senso della politica parte dalla domanda sul senso dell’umano».

Il terzo capitolo, “La politica, tra cittadini e comunità”, porta la firma di Chiara Tintori, secondo cui «abbiamo il bisogno di percepire che il nostro vivere civile ha un peso reale, in grado di orientare le traiettorie comuni». Tintori distingue tra comunità “etniche”, segnate da identità esclusive, e comunità “inclusive”, fondate su cura, cooperazione e solidarietà, concludendo che «solamente ridando spessore al nostro essere cittadini solidali in comunità inclusive […] potremmo riprendere per mano la politica».

Andrea Michieli firma invece il capitolo “Politica: luoghi e strumenti”, in cui rileva come i partiti «non utilizzano più la visione del mondo per convincere il militante, ma sfruttano la profilazione per restituire all’elettore-utente esattamente ciò che desidera sentire», e mette in guardia dal rischio che alcune riforme in corso «verticalizzino la rappresentanza senza allargare la base della partecipazione».

Il quinto capitolo, “Formarsi e formare alla politica”, è poi di Emanuela Gitto, per la quale «pensare alla formazione alla politica – ma anche formazione della politica – richiede più spazi per costruire comunità, ovvero la dimensione relazionale dove le persone trovino la spinta per spendersi dal basso nella cura della città».

Giovanni Grandi affronta il tema della comunicazione nel capitolo “Comunicare la politica”, osservando che «molti degli atteggiamenti che a buon diritto preoccupano e che segnalano uno scadimento del dibattito politico rappresentano anche una risposta all’assuefazione del pubblico ai ritmi incalzanti dell’intrattenimento».

Successivamente Erica Tossani firma il capitolo “I poveri, le povertà. E la politica?”, richiamando l’articolo 3 della Costituzione e affermando che «contrastare la povertà, accogliendo il povero, è il modo più autentico che abbiamo per affermare che, in fondo, la carità è la più alta forma di politica».

Il capitolo “Politica, Europa, mondo” è invece affidato a Giuseppe Riggio, che allarga lo sguardo al quadro internazionale, giudicato «in una profonda crisi», e osserva come «l’assetto delle istituzioni internazionali non si sia evoluto in modo adeguato» rispetto ai cambiamenti degli ultimi decenni, richiamando la necessità del multilateralismo, «esperienza che va riaggiustata, ma che non può essere accantonata con leggerezza, pena trovarsi alla mercé della legge del più forte».

Il volume si chiude con il capitolo di Marco Iasevoli, “Politica: speranze, prospettive”, che rivolge lo sguardo al futuro: «Senza politica – scrive Iasevoli – tra dieci anni avremo molto meno di quanto abbiamo oggi tra le mani».

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Un libro per tutti

Un volume, insomma, pensato per giovani, gruppi locali e comunità ecclesiali – oratori, associazioni – impegnati nella formazione civica, ma anche per educatori, formatori e, in generale, per tutti i cittadini che desiderano riscoprire il valore della politica, della democrazia partecipativa e il suo legame con il bene comune. Il libro viene descritto dallo stesso editore come «un’ampia guida per superare la crisi partecipativa, riscoprendo il senso profondo della democrazia orientata al bene comune, al riparo dalla “politica gridata”». Ed è inoltre lo stesso Borsa a chiarire – nelle ultime righe dell’introduzione – lo spirito con cui il libro è stato pensato: «Si ha piena consapevolezza che un libro (come tanti altri strumenti di conoscenza) non modifichi la realtà delle cose. Però potrebbe aiutare a far luce sugli argomenti via via affrontati, e magari a far amare la politica, laddove questo testo diventasse strumento di riflessione comunitaria, di confronto aperto tra cittadini, di dibattito nelle scuole o nelle università, oppure a livello di associazioni, gruppi, movimenti».

Chi sono gli autori

Gianni Borsa, giornalista e da pochi mesi direttore della nostra rivista, Coscienza, lavora per l’agenzia di stampa SIR e si occupa di politiche europee; è presidente dell’Azione Cattolica Ambrosiana e dirige la rivista storica «Impegno» della Fondazione don Primo Mazzolari; è inoltre direttore della comunicazione della Fondazione Missio e direttore del mensile «Popoli e Missione». Per ITL Libri ha già pubblicato David Sassoli. La forza di un sogno (2023) e Scegliere l’Europa (2024).

Luca Alici è professore associato di Filosofia politica presso l’Università degli Studi di Perugia. Guido Formigoni insegna Storia contemporanea all’Università IULM di Milano e coordina la versione online di «Appunti di cultura e politica». Emanuela Gitto è vicepresidente nazionale di Azione Cattolica Italiana per il settore Giovani e lavora nell’ufficio della cooperazione internazionale di Cimea. Giovanni Grandi è professore ordinario di Filosofia morale all’Università degli Studi di Trieste ed è tra i fondatori dell’iniziativa “Parole O_Stili”. Marco Iasevoli è cronista politico di Avvenire, consigliere comunale della città di Pomigliano d’Arco (NA) e animatore della rete politica “Per le persone e la comunità”. Andrea Michieli è assegnista di ricerca di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Padova e direttore dell’Istituto di diritto internazionale della pace “G. Toniolo”. Giuseppe Riggio, gesuita, è direttore di «Aggiornamenti Sociali» ed esperto di politiche europee. Chiara Tintori, politologa e saggista, è docente al corso in Finanza ed ecologia integrale presso Altis – Università Cattolica di Milano. Erica Tossani è direttrice di Caritas Ambrosiana e membro della Presidenza del Comitato del cammino sinodale delle Chiese in Italia.