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In Calabria l’incontro sulla letteratura nella formazione alla luce delle parole di Papa Francesco

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Si è svolta sabato 22 febbraio a Taurianova (RC), Capitale italiana del libro 2024, una tavola rotonda sul ruolo della letteratura nella formazione globale, dal titolo “Le Parole e la Persona – La letteratura nella formazione, a partire da una lettera di Papa Francesco”.

L’iniziativa è stata promossa da Ilario Nasso, magistrato calabrese e socio AC, e organizzata dall’Associazione culturale Risorse, in collaborazione con la Libreria “Pier Giorgio Frassati” di Francesco Scarcella. L’evento è stato patrocinato dalla diocesi di Oppido Mamertina-Palmi (insieme al suo Istituto Superiore teologico-pastorale), dalla parrocchia Maria SS. delle Grazie di Taurianova, dall’Azione cattolica (diocesana e parrocchiale), e dal Movimento ecclesiale d’impegno culturale.

Vari i contributi offerti alla discussione. Luigi D’Andrea, presidente nazionale MEIC e costituzionalista, ha approfondito il parallelismo fra la Sacra Scrittura e le parole della quotidianità, evidenziando l’esigenza di leggere – meglio: frequentare – i testi letterari, per comprendere meglio la complessità insita nella contemporaneità. Padre Alberto Maggi, biblista e divulgatore, nel riallacciarsi alle considerazioni svolte dal prof. D’Andrea sul Prologo di San Giovanni, ha condotto i presenti alla scoperta delle origini  del Vangelo di Marco, confrontandone l’impostazione con quella delle lettere di Paolo, e ricordando la novità e l’universalità del messaggio di Cristo. Suor Tina Carbone, docente del Seminario diocesano catanzarese, ha interrogato le biografie di scrittrici e filosofe del passato recente, attingendo alla profondità del loro pensiero e traendone spunto per sottolineare l’importanza della riflessione delle donne nell’elaborazione culturale di ogni tempo.

Il ragionamento collettivo è stato completato da Antonio Salvati, giudice e fondatore del Festival nazionale di diritto e letteratura, il quale – attingendo anche a Sartre e Bobbio – ha discusso del rapporto fra orizzontalità dei rapporti umani e verticalità dello sguardo rivolto al trascendente, ribadendo l’esigenza di alimentare la ricerca spirituale, esperienza necessaria per credenti e non credenti. 

Nel dettaglio dell’intervento del presidente Luigi D’Andrea, quest’ultimo ha affermato che «alla luce della “Lettera del Santo Padre Francesco sul ruolo della letteratura nella formazione”, si intende suggerire che la letteratura (che si traduce nell'”ascoltare la voce di qualcuno”: Borges) assolve un prezioso ruolo di mediazione tra il Verbo che era in principio (Dio), che si è rivelato nelle parole della Sacra Scrittura (dimensione verticale), e le parole che appartengono alla nostra quotidianità, nelle e per le quali si esprime la nostra (comune e molteplice) umanità (dimensione orizzontale)».

«Tali due dimensioni – ha spiegato D’Andrea – non possono, in una prospettiva cristiana, segnata dall’insondabile mistero dell’incarnazione, restare estranee: è soltanto nell’esperienza storica che possiamo incontrare la vita di grazia, e, per altro verso, è solo dal riferimento alla rivelazione dall’alto che siamo posti in condizione di entrare in autentica relazione al mistero dell’umanità, nella declinazione che esso assume in ogni persona umana. E’ (anche) grazie ad una ricca esperienza di lettura, ad una assidua frequentazione di testi letterari, che maturiamo la sensibilità necessaria per cogliere ed apprezzare la complessità della vita, senza ottusità solipsistiche, chiusure autoreferenziali, rigidità moralistiche».

Resoconto a cura di Ilario Nasso