A occhio e croce, credo che sia il decano degli assistenti MEIC, o altrimenti ci è vicino. Domenica 10 novembre mons. Fernando Angelino, meglio conosciuto come don Fernando, ne ha compiuti novanta, di anni. Passati con una vocazione religiosa realizzata tra seminari, scuola, chiesa, e società.
Scorro la sua attività, (posso dire frenetica?) sulla quarta di copertina di un suo libro: nei seminari, a parte la formazione: vice rettore del Seminario regionale di Salerno dal 1958 al 1961; rettore nel Seminario vescovile di Aversa dal 1961 al 1971; per vent’anni direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose di Aversa; docente di storia e filosofia, e di teologia dogmatica.
Nella scuola: professore di Italiano e Latino al Liceo “Cirillo”, di Aversa.
Nell’ambito sociale, fondatore e coordinatore del “Gruppo handicappati aversano”, aconfessionale, ben prima della legge 104; collaboratore per le donazioni di sangue con l’Avis nell’agro aversano, creandone il percorso all’interno delle istituzioni ecclesiali; coordinatore e assistente spirituale della Casa di riposo di Sagliano; assistente spirituale dell’associazione “Convegni di cultura beata Maria Cristina di Savoia”. Nell’ambito culturale, direttore scientifico della rivista “Studi Storici e Religiosi”, e direttore della Biblioteca diocesana “Paolo VI”, di Aversa.
Don Fernando ha contribuito a fondare molti gruppi Meic della Campania
Nell’ambito ecclesiale, assistente spirituale dell’AGESCI, e della FUCI, costituita negli anni 60 da rettore del seminario, da cui emersero professionisti e intellettuali che hanno segnato cultura e politica dell‟agro aversano. Assistente regionale campano del MEIC, di cui, aveva fondato e seguito gruppi diocesani e locali, da Aversa a Pozzuoli, a Frattamaggiore, Caivano, Fuorigrotta, Piedimonte Matese, S.Antimo.
Dulcis in fundo: canonico del Capitolo cattedrale di Aversa. Un Vescovo del mio paese, anche lui fulminato dal Concilio e poi missionario in Brasile, raccontava il fatterello: chi ha istituito il canonicato, sarebbe stato addirittura nostro Signore, dopo l’ultima cena, quando disse agli apostoli spossati “sedete e riposatevi”.
Meno male che era una barzelletta: don Fernando, dopo avere attraversato il Mar Rosso del Concilio Vaticano senza tentazioni di ritorno in Egitto, e anzi con l’entusiasmo di chi guarda avanti, è ancora infaticabile nel suo “inculturare” il messaggio cristiano in una società che, nonostante il cosiddetto benessere e le magnifiche sorti conquistate a dispetto dei valori perduti, mostra sempre di più le sue angosce esistenziali e il suo bisogno di religiosità.
E allora, altri cento don Fernando!
Gerardo Iuliano
delegato regionale MEIC Campania