“Dio è il diritto alla differenza” è stato il tema del secondo incontro della giornata di oggi, svoltosi questa mattina, all’interno dell’annuale Settimana Teologica del Meic, che si sta svolgendo come di consueto presso il Monastero di Camaldoli.
A relazionare è stata Marinella Perroni, professoressa emerita al Pontificio ateneo Sant’Anselmo. L’incontro con Perroni si è inserito nel più ampio tema – dell’intera Settimana Teologica – che ha come focus “Maschio e Femmina li creò: il messaggio della Fede alla prova del gender”.
«Veniamo da secoli, forse anche millenni, in cui si è pensato che Dio fondasse soltanto il diritto all’univocità, a qualche cosa di standardizzato, fisso, a stereotipi, soprattutto per quanto riguarda la vita umana, l’antropologia e quindi anche il maschile e il femminile» ha spiegato nel suo intervento la professoressa Perroni.

«La cultura contemporanea, almeno nei nostri paesi occidentali democratici – ha sottolineato – è entrata in una fase diversa, in cui invece quello che qualifica l’umano e lo rende capace di relazione è proprio la differenza. Differenza che non è pensabile soltanto in termini binari, perché la differenza è LE differenze».
Secondo Perroni, inoltre, le differenze sono «plurali» poiché «risultano da un insieme di fattori e che rendono la pluralità essa stessa una diversità appunto, la condizione all’interno della quale poi l’umano, l’essere umano, creatura di Dio, creata a sua immagine e somiglianza, riesce ad esprimere, l’obbedienza alla volontà e al progetto di Dio».
Su come accostarsi proprio al progetto di Dio, dunque su come è possibile far coincidere la Fede con questa concezione delle differenze, Marinella Perroni ha spiegato ai presenti che «bisogna partire dal fatto che è una fede incarnata, è una fede che non procede per astrazione e oggi non è pensabile una fede che costruisce tutto il suo apparato mentale e di convinzioni, ma poi anche di espressioni di devozione, a partire solo da un teorema astratto. La fede oggi è prima di tutto condivisa, interlocutoria, è discussa, è dialogata ed è il veicolo per entrare nelle differenze, in qualche modo capendolo o anche senza capirlo del tutto, in quello che noi crediamo sia un progetto di Dio sulla creazione». Un progetto che è, secondo Perroni, «non un qualcosa di fisso dentro il quale noi entriamo e ci troviamo a fare le marionette. Al contrario, il progetto di Dio sulla creazione è che il male non vincerà, il diluvio a cui fa seguito l’arcobaleno: questo è il progetto di Dio, quindi la fiducia che in qualsiasi tempo, in qualsiasi momento, in qualsiasi situazione sarà più forte la presenza benevola e misericordiosa di Dio», ha concluso Perroni.


