Home Meic nazionale Ecco cosa attende il Meic nel 2022
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Ecco cosa attende il Meic nel 2022

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Care amiche e cari amici,

sta per concludersi un anno impegnativo e faticoso per il nostro Paese e per la stessa comunità ecclesiale, segnato soprattutto dalla dolorosa e perdurante esperienza della pandemia, con il suo pesante carico di sofferenze, tanto sul piano individuale quanto sul terreno della vita sociale. Presto celebreremo ancora la festa del Natale, nella quale noi credenti facciamo memoria del mistero dell’Incarnazione, della kenosis divina, di un Signore che “non considerò un tesoro geloso la sua eguaglianza con Dio, ma spogliò se se stesso, assumendo la condizione di servo, e divenendo simile agli uomini” (Fil 2, 6-7).

Il 2021 si pone come l’avvio di un nuovo triennio della vita associativa, che vedrà impegnato al servizio del nostro Movimento il Consiglio nazionale che, eletto dall’Assemblea di aprile, ha espresso il nuovo Presidente e, più in generale, la rinnovata Presidenza. Desidero ancora, in questa prima lettera che vi scrivo nella qualità di Presidente nazionale, porgere il mio affettuoso saluto e ancora sentitamente ringraziare, a nome di tutto il Movimento, per l’impegno e la passione profusi gli amici della Presidenza (a partire dal Presidente Beppe Elia) e del Consiglio nazionale dello scorso triennio (che in realtà è stato un quadriennio, a causa appunto dell’emergenza da COVID-19).

Il triennio che si è appena aperto sarà certamente assai significato sia per la comunità ecclesiale che per la comunità civile: non è difficile avanzare l’ipotesi che esso risulterà marcato, oltre che dall’imprevedibile (allo stato delle attuali conoscenze) evoluzione della pandemia, sul versante ecclesiale, dal percorso sinodale della Chiesa sia italiana sia universale, che è stato inaugurato nell’ottobre scorso, e, sul versante civile, dal complesso ed arduo processo di implementazione del PNRR, che, elaborato dal nostro Governo, è stato approvato e finanziato in sede europea. Naturalmente, il MEIC è impegnato, nelle sue diverse articolazioni territoriali, ad offrire, a partire dall’esperienza di fede, il suo contributo di analisi e riflessione critica (di “impegno culturale”, appunto) in ordine ai tali processi, oltre che a quanto di rilevante, per l’intelligenza credente, si manifesterà in seno alle dinamiche ecclesiali e civili.

Allo scopo di agevolare e qualificare la nostra riflessione, nello scorso Consiglio nazionale del 13-14 novembre si sono costituiti quattro gruppi di lavoro (dedicati al Sinodo, al PNRR, agli effetti della pandemia, al rapporto tra natura e soggettività): essi avranno il compito, avvalendosi di tutte le risorse, ovviamente anche esterne al Consiglio ed allo stesso Movimento, che riterranno utili, di organizzare, istruire e preparare il nostro approfondimento e le nostre iniziative riguardanti le ampie tematiche loro affidate.

Nell’anno che sta per iniziare, gli appuntamenti più significativi a livello nazionale saranno rappresentati:

  • dalla Conferenza dei Presidenti, che avrà luogo il 2-3 aprile, nella quale discuteremo della fisionomia del nostro Movimento, delle forme della sua organizzazione e dei suoi percorsi formativi, della qualità delle sue iniziative, della sua capacità di leggere ed assumere i linguaggi del tempo presente (ed in particolar modo delle giovani generazioni);
  • dal Convegno  degli Assistenti, che si terrà il 2 giugno, allo scopo di permettere ai sacerdoti che accompagnano il nostro cammino di riflettere sul loro prezioso ruolo;
  • dalla Settimana teologica di Camaldoli, che avrà luogo dal 22 al 26 agosto, che si presenta come la prima tappa di un percorso triennale dedicato al tema della cura: della “cura di sé” nel 2022, della “cura degli altri” nel 2023, della “cura del creato” nel 2024.

Mi auguro che i temi che saranno oggetto di tali iniziative nazionali possano essere sviluppati ed approfonditi anche da iniziative di natura locale, regionale o interregionale, così concorrendo ad alimentare e qualificare la nostra vita associativa.

Insieme a don Giovanni, Rosetta, Guido, Saverio, Antonio, Maria e Paolo vi auguro un Santo Natale ed un felice anno nuovo.

Roma, 24 dicembre 2021

Luigi D’Andrea
Presidente nazionale del MEIC