Ascolto e affabilità. Quando incontrai Papa Francesco
di Giancarlo Galeazzi, gruppo Meic di Ancona
Ho avuto solo un’occasione di incontrare personalmente papa Francesco, ed è stata un’esperienza importante. Accadde quando il Consiglio regionale delle Marche pubblicò nella sua collana editoriale di “Quaderni” due volumi: gli “atti” della seduta straordinaria (2015) che aveva riservata all’enciclica “Laudato si’” e la monografia che avevo dedicato a “Il pensiero di papa Francesco” (2016). Fu richiesto allora di poter consegnare direttamente al pontefice copia dei due libri, e l’incontro ebbe luogo nella mattina del 31 gennaio 2017 nella Casa “Santa Marta”. In questo incontro mi colpirono alcune caratteristiche, e precisamente: l’apertura, l’ascolto e l’affabilità che egli dimostrò; atteggiamenti che sono stati considerati come tipici di Bergoglio, ma che vissuti direttamente crearono una esperienza esistenziale forte, a conferma delle doti umane (relazionali e comunicazionali) di papa Francesco; infatti, la sua cordialità, empatia e franchezza sono state alla base della sua capacità di parlare alla gente, di andare al cuore della gente: vorrei aggiungere che in Bergoglio il principio della dignità della “persona” si traduceva concretamente nell’esercizio del rispetto delle “persone”; ecco perché non c’erano retorica né moralismo nei suoi appelli umanistici ed ecologici, ma invito a partecipare nella convinzione che (come sintetizzato nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate) “nella Chiesa convivono legittimamente modi diversi di interpretare molti aspetti della dottrina e della vita cristiana” (n. 43) e che “la dottrina o, meglio, la nostra comprensione ed espressione di essa non è un sistema chiuso, privo di dinamiche capaci di generare domande, dubbi, interrogativi, e le domande del nostro popolo, le sue pene, le sue battaglie, i suoi sogni, le sue lotte, le sue preoccupazioni, possiedono un valore ermeneutico che non possiamo ignorare se vogliamo prendere sul serio il principio dell’incarnazione.
Le sue domande ci aiutano a domandarci, i suoi interrogativi ci interrogano” (n. 44). Dopo il primo volume, incentrato sulla dimensione pastorale, ho pubblicato nei “Quaderni del Consiglio regionale delle Marche” altri due volumi: uno su “Lo stile dialogico di papa Francesco” (2021) e l’altro su “Il metodo sinodale di papa Francesco” (2025): questi tre aspetti sono stati da me studiati come espressione di un pensiero che ho definito “un pensiero in cammino”, per dire che era caratterizzato (come hanno messo in evidenza anche altri) dalla incompiutezza o dal movimento, tant’è che lo stesso Francesco invitava a una ricerca contrassegnata da partecipazione e coinvolgimento, Ebbene, le caratteristiche, che avevo avvertito nell’incontro di “Santa Marta”, costituivano altrettante modalità di un magistero “in uscita”, incentrato su un cristianesimo radicato nel Vangelo e al Vangelo ispirato in modo radicale, ma capace anche di arrivare a tutti con autenticità, semplicità e affidabilità: il che spiega l’udienza, pur diversificata, che la sua parola ha sempre avuto: in tutti.
di Giancarlo Galeazzi, gruppo Meic di Ancona