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Stati Uniti, Chiesa e rifugiati. Il commento di mons. Lorizio

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Un articolo a firma di monsignor Giuseppe Lorizio, assistente ecclesiastico del Meic, pubblicato il 21 febbraio 2025 su SettimanaNews.it, analizza la decisione della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti di citare in giudizio l’Amministrazione presidenziale per i tagli ai fondi destinati ai rifugiati.

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Secondo Lorizio, questa iniziativa non rappresenta una buona notizia dal punto di vista teologico e credente, poiché sposta il dibattito dal piano della fede a quello economico e amministrativo. L’autore riflette sulla tensione tra il Vangelo e la cosiddetta “teologia della prosperità”, una visione diffusa soprattutto negli ambienti evangelicali e pentecostali, secondo cui il benessere materiale è segno della benedizione divina. Questa prospettiva, seppur erroneamente accostata alla visione calvinista analizzata da Max Weber, ha influenzato anche alcuni settori cattolici e protestanti tradizionali.

L’autore sottolinea la necessità che la Chiesa esprima una posizione critica e radicale sulla propria identità, piuttosto che rivendicare sussidi per svolgere la propria missione caritativa. Lorizio richiama il valore della povertà evangelica come espressione di libertà e denuncia il legame economico tra Chiesa e Stato come un fattore che deprime l’evangelizzazione.

Infine, l’articolo ribadisce che la povertà non è un valore negativo in sé, ma è l’orizzonte necessario per comprendere la condizione umana nella sua fragilità. Richiamando il Vangelo di Luca e il pensiero di Blaise Pascal, Lorizio conclude che la risposta cristiana non può essere solo la rivendicazione di aiuti economici, ma deve partire dall’adorazione e dalla preghiera.