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Dal Codice forestale camaldolese alla spiritualità della terra

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Ci avviciniamo all’appuntamento della Settimana Teologica di Camaldoli che si terrà dal 26 al 30 agosto prossimi, sul tema “La Cura del Creato” e lo facciamo presentando uno dei principali appuntamenti di quei giorni.

Giovedì 29 agosto, alle ore 9, infatti, si terrà presso la Foresteria del Monastero di Camaldoli l’incontro di studi dal titolo “Dal Codice forestale camaldolese alla spiritualità della terra: tracce di una storia”, promosso dalla Fondazione Camaldoli Cultura onlus in collaborazione con l’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia “Paolo VI”.

Interverranno Claudio Ubaldo Cortoni, sul tema “La foresta di Camaldoli tra agiografia e silvicoltura”; Paola Ciampelli, che parlerà della “foresta di Camaldoli tra i due conflitti mondiali: i tagli di guerra”; Clara Bassan, la quale relazionerà sull’argomento “Le radici dell’impegno ecologista di Alex Langer”; e Valentina Ciciliot, sul temaL’approccio cattolico al problema ecologico e il caso studio de “La questione ambientale”.

Una giornata, quella dedicata al Codice forestale camaldolese – il primo al mondo – è ormai un appuntamento fisso fin dal 2016, con la sola interruzione a causa della pandemia da Covid-19. «In particolare quest’anno il tema affronterà la peculiarità della cura del Creato, dunque la cura che i monaci hanno sempre avuto per la foresta artigianale, quindi creata direttamente dall’uomo, che sorge proprio a Camaldoli», spiega il professor Tiziano Torresi, docente di Storia delle Istituzioni Politiche all’Università degli Studi Roma Tre e consulente scientifico della Fondazione Camaldoli Cultura.

«L’idea di fondo – racconta sempre il professor Torresi – è prendere esempio dal modus operandi “preghiera e lavoro” che è la base della vita dei monaci, in particolare arrivando alla consapevolezza che noi non siamo né ospiti né padroni di ciò che ci circonda, ma custodi, dunque l’uomo è dentro un particolare ambiente non perché lo deve sfruttare o ignorare, ma per prendersene cura».

«Molto bello – conclude Torresi – è pensare che Camaldoli stessa, come comunità monastica, vive con i ritmi della natura e orientandosi verso la cura di questa foresta. Quindi sicuramente tutto ciò è da prendere come l’esempio virtuoso della collaborazione millenaria tra uomini e natura, proprio ciò di cui parleremo nella nostra giornata di studi».