Home Meic nazionale Vi aspettiamo a Camaldoli! Iscrizioni fino a esaurimento posti
0

Vi aspettiamo a Camaldoli! Iscrizioni fino a esaurimento posti

0

È possibile iscriversi alla Settimana di Camaldoli fino ad esaurimento posti o fino a sabato 20 agosto.
A partire dal 1 agosto bisognerà inviare la scheda compilata con copia della quietanza del bonifico di importo pari al saldo dell’intera quota all’indirizzo mail foresteria@camaldoli.it e in copia conoscenza a segreteria@meic.net. Prima di perfezionare l’iscrizione è opportuno verificare dunque la disponibilità dei posti con la Foresteria del Monastero di Camaldoli (telefono 0575556013).


Manca pochissimo all’edizione 2022 della della Settimana teologica del Meic, che si terrà dal 22 al 26 agosto, come di consueto, al Monastero di Camaldoli.

Prendersi cura” sarà il nucleo tematico scelto che legherà le Settimane teologiche del trienni, e la “cura di sé (corpo e spirito)” è il primo focus, scelto per quest’anno.

La Settimana ha un programma molto ricco e vedrà l’intervento del benedettino padre Giorgio Bonaccorso, di suor Silvia Catta, del monaco camaldolese Emanuele Bordello, del teologo Antonio Trupiano con la docente Francesca Rossano, del liturgista don Luigi Girardi. I lavori saranno conclusi da una tavola rotonda con la dirigente scolastica Daniela Bellabarba, il medico Gerardo Iuliano e l’imprenditore Giuseppe Iotti. Ci sarà uno spazio dedicato all’ascolto musicale e a una proiezione cinematografica. Durante la Settimana (giovedì 25) si terrà anche la consueta Giornata di studi storici, dedicata quest’anno al tema “Fascismo e modernità: la metamorfosi del cattolicesimo italiano”, mentre alla sera una giovane musicista, Aurora Manfredi, si cimenterà in un concerto di liuto dedicato alla memoria di Saverio Sgarra.

“Perché partire dalla cura di corpo e spirito?”, si chiede la Presidenza nella nota di presentazione del programma. “Per cercare, aiutati anche dagli apporti della riflessione filosofica e scientifica oltre che teologica, di fondare con chiarezza su questa unità il nostro vivere da credenti, a conferma di quanto Tertulliano aveva intuito con il suo caro salutis cardo, cioè di come la carne sia il cardine della salvezza.
Perché la fede ha una valenza anche corporea, e l’unità armoniosa di corpo e spirito è qualcosa che solo con la nostra collaborazione può avvenire.
E se le modalità per costruirla sono molteplici la fonte da cui partire e a cui continuamente attingere è quella Parola, che ci è donata ma che da noi e solo da noi può essere resa vera, essere resa vita”.