Home Opinioni “La rielezione di Mattarella una pesante sconfitta dei partiti”. Intervista di Luigi D’Andrea a “Tuttavia”
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“La rielezione di Mattarella una pesante sconfitta dei partiti”. Intervista di Luigi D’Andrea a “Tuttavia”

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La rielezione di Mattarella nel ruolo di presidente della Repubblica sancisce da un lato la profonda crisi del sistema parlamentare italiano dall’altro la possibilità – per il nostro Paese – di continuare a puntare su figure disposte a mettere da parte la propria volontà per porsi a servizio dell’unità nazionale. Al contempo la Chiesa cattolica universale, e quindi anche quella italiana, ha da qualche mese cominciato il cammino sinodale il quale – fra i tanti temi – mira ad una riflessione sul contributo che i cattolici possono offrire alla società e alla politica. Il blog “Tuttavia”, diretto da Giuseppe Savagnone, ne ha discusso con il presidente del Meic Luigi D’Andrea, intervistato da Rocco Gumina.


Presidente D’Andrea, subito dopo la rielezione di Mattarella, avete pubblicato sul vostro sito una nota nella quale affermate che il capo dello Stato è “un modello per tutti gli italiani”. Un’espressione che molti, nel nostro Paese, condividono. Quali caratteristiche lo rendono un esempio per ogni cittadino?

La figura del Presidente Sergio Mattarella, da qualche giorno rieletto alla massima magistratura della nostra Repubblica, merita senza riserve di essere considerato da tutti i nostri concittadini come un “modello”: ed i non comuni attestati di stima ed affetto che gli sono stati rivolti in molteplici occasioni nell’ultimo scorcio del suo (primo) settennato significativamente confermano che tale è in effetti considerato dagli italiani. Il Presidente Mattarella è un modello perché le sue parole ed i suoi comportamenti risultano costantemente ispirati dai valori costituzionali, e perciò orientati in direzione del bene comune, considerato come istanza superiore ad ogni pretesa individualistica o ad ogni prospettiva particolaristica.

Inoltre, egli si è sempre mantenuto entro le coordinate segnate per il suo ruolo dalla Carta costituzionale, scrupoloso garante delle sfere di autonomia di altri organi e soggetti del sistema, ma al tempo stesso geloso custode delle sue prerogative, esercitate, al ricorso dei relativi presupposti, con ferma determinazione. Ancora, il Presidente Mattarella si è costantemente caratterizzato per l’atteggiamento dialogico verso tutti, per la genuina sensibilità nei confronti dei più deboli e fragili, nonché per il vivo senso di umanità, non soffocato né occultato dall’invidiabile capacità di autocontrollo e dall’innata riservatezza che lo connotano. In sostanza, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha assolto il suo alto incarico “con disciplina ed onore”, secondo la prescrizione recata dall’art. 54 Cost.: perciò ben può in lui riconoscersi un autentico “modello…

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