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“Fare comunità, essere comunità”. L’evento del Meic a Padova il prossimo 10 ottobre

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Il MEIC organizza per il 10 ottobre 2026 il convegno dal titolo “Fare comunità, essere comunità: sfida e risorsa”. L’iniziativa si terrà nella sala San Luca dell’abbazia di Santa Giustina, con ingresso da via Giuseppe Ferrari 2/A, a Padova. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

La giornata intende essere un tempo di confronto e di ricerca su cosa si intenda oggi con il termine comunità. Tra gli interrogativi proposti dagli organizzatori figurano se il concetto di comunità sia identitario, statico o piuttosto regolativo, inclusivo e in costruzione, e se la comunità possa identificarsi con la community, cioè con quei gruppi di persone con interessi e passioni comuni che interagiscono per scambiarsi informazioni e supporto emotivo prevalentemente in spazi digitali, oppure se la comunità sia anche qualcos’altro. Viene inoltre richiamato il significato etimologico del termine, cum più munus, che la suggerisce come frutto della fusione di dono e obbligo, per chiedersi se la comunità possa essere intesa come luogo che aggrega e favorisce la condivisione, se costruire comunità sia ancora oggi un investimento necessario per tutti e come un auspicato recupero di capacità di aggregazione e condivisione possa contribuire a una ripresa progettuale, tanto personale quanto sociale.

Il programma della mattinata prevede alle 9.30 i saluti istituzionali. Alle 10.00 il professor Stefano Allievi dell’Università di Padova interviene su “Pluralismo sociale e conflitti culturali: quali prospettive in un’ottica di costruzione comunitaria?”. Alle 10.40 il professor Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto, tratta il tema “Comunità cristiane e tramonto della cristianità. Custodire legami, generare relazioni”. Alle 11.15 il professor Giovanni Bombelli dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano affronta il tema “Dalla voglia di comunità alla comunità che vogliamo: coordinate storico-concettuali tra passato e futuro”. Alle 12.15 è previsto un dibattito.

Il pomeriggio si apre alle 14.30 con la proiezione di un video dal titolo “Come fare comunità? Le risposte dei giovani e delle famiglie”, con testimonianze raccolte da Riccardo Indraccolo per il settimanale della diocesi di Padova “Difesa del popolo”. Alle 15.00 è in programma l’incontro “Prendersi cura della cosa pubblica attraverso l’impegno politico”, con il dialogo tra Paolo Giaretta, già sindaco di Padova e parlamentare, e Federico Manzoni, vicesindaco di Brescia, coordinato da Katia Maccarrone, sindaco di Camposampiero. Alle 16.00 si tiene un ulteriore dibattito e alle 17.00 sono previste le conclusioni.

La sede del convegno è la sala San Luca dell’abbazia di Santa Giustina, in via Giuseppe Ferrari 2/A. Dalla stazione ferroviaria il luogo è raggiungibile in tram o in autobus, con fermata a Prato della Valle. Per chi arriva in auto, viene indicato di seguire le indicazioni verso il centro della città ed entrare dal cancello di via Giuseppe Ferrari 2/A; gli organizzatori precisano che, cercando il luogo su Google Maps, occorre digitare via Ferrari 4.

La partecipazione al convegno è aperta a tutte le persone interessate. Per motivi organizzativi si richiede l’iscrizione, possibilmente entro il 4 ottobre 2026, effettuando un bonifico di 32 euro, comprensivo del pranzo. Il bonifico va intestato a Amici dell’Azione Cattolica di Padova, IBAN IT29L0306909606100000103722, con causale “Convegno Meic 10 ottobre 2026 – Cognome Nome”. Copia del bonifico va poi inviata all’indirizzo meic.diocesipadova@gmail.com.

L’abbazia di Santa Giustina, sede dell’incontro, sorge nella zona dell’antica Patavium romana, dove si trovavano un cimitero cristiano e uno o più sepolcreti dell’aristocrazia pagana. Il 7 ottobre del 304 vi fu deposto il corpo della giovane Giustina, messa a morte in quanto cristiana per sentenza dell’imperatore Massimiano, allora di passaggio a Padova. Poco dopo il 520, per opera di Opilione, prefetto del pretorio e patrizio, sorse la prima basilica con l’attiguo oratorio. La basilica cimiteriale, oltre alle spoglie della patrona della città e della diocesi, fu arricchita di corpi e reliquie di molti santi e divenne meta di pellegrinaggi già nel VI secolo. Solo nel 971, per merito del vescovo di Padova Gauslino, fu ristabilito un monastero sotto la regola di San Benedetto. Il 2 agosto 1052 furono esumati i corpi di San Massimo vescovo, San Giuliano, Santa Felicità vergine e dei Santi Innocenti; il 26 dicembre 1075 tornò alla luce il corpo di San Daniele, diacono e martire; nel 1174 quello di Santa Giustina e nel 1177 quello di San Luca Evangelista. Il convegno è promosso dal Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale in collaborazione con l’Azione Cattolica Italiana.