Conferenza Presidenti Meic a Frascati. Ospiti Giuliodori e Lavazza: hanno parlato di speranza, umanità e AI
Si è tenuto nello scorso fine settimana – da venerdì 26 a domenica 28 giugno – l’incontro dei Presidenti del Meic a Frascati, in provincia di Roma, presso Villa Campitelli. L’evento è stato anche occasione per ospitare le relazioni di esponenti interni ed esterni al mondo del Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale, tra i quali monsignor Claudio Giuliodori, assistente nazionale dell’Azione Cattolica e il professore Andrea Lavazza, docente associato di filosofia morale.
«Credo che uno dei fattori più rilevanti per l’azione della Chiesa in questo momento sia il Magistero di Papa Leone XIV, che in questo primo anno di Pontificato ci ha abituato a guardare con fiducia, direi proprio con speranza, alla presenza e all’azione della Chiesa in questo nostro tempo», ha spiegato monsignor Giuliodori esponendo ai presenti vari passaggi dell’enciclica “Magnifica Humanitas”. «La speranza – ha aggiunto – è quella di ritrovare il volto autentico dell’essere umano nel tempo dell’intelligenza artificiale e così siamo chiamati a scandagliare le situazioni culturali, sociali, esistenziali dell’umanità del nostro tempo tenendo conto di tutte le variabili legate ai territori, legate alle situazioni anche oggi di tensione, di conflittualità che non sono solo quelle palesi della guerra, ma anche quelle più sotterranee, direi carsiche, che sono legate proprio alle innovazioni tecnologiche oltre che ai rapporti internazionali, all’economia, all’ambiente. Si tratta di tematiche che nella Magnifica Humanitas Papa Leone affronta con questa chiave di grande realismo ma anche di speranza che è propria della visione cristiana e della forza sempre dirompente del Vangelo».
«Possiamo vedere due modi di concepire i limiti», ha invece affermato il professore Andrea Lavazza. «Innanzitutto quello che cerchiamo di superare in quanto siamo creature fragili, creature che devono convivere con tanti rischi, con tante difficoltà e quindi questo ci porta ad avere una speranza che è anche una risorsa, un impegno concreto per migliorarci, per far sì che gli strumenti come anche la tecnica ci aiutino in questo superamento del limite. Dopodiché troviamo un limite diverso quando ci affidiamo troppo, ad esempio, alla tecnologia contemporanea e quindi dobbiamo cercare di capire come questo secondo limite invece sia un elemento positivo che può guidarci per una più armonica presenza nel creato. In questo complesso – ha spiegato – è importante capire che quando superiamo il limite negativo possiamo comunque entrare in un terreno di fioritura umana, ma se spingiamo troppo il nostro affidamento a delle tecniche che possono essere non inclusive, che possono introdurre degli elementi di discriminazione, allora in quel momento dobbiamo introdurre una seconda idea di limite, cioè mettere dei paletti a questo affidamento alla tecnica, proprio perché dobbiamo restare completamente umani, non dobbiamo introdurre degli elementi di discriminazione né di esclusione».
Nella seconda giornata di lavori, sabato 27 giugno, spazio invece alle storie e alle testimonianze dei gruppi locali del Meic, in particolare con gli interventi di Enzo Cacioli, presidente del gruppo Meic di Firenze e di Maria Lucia Baire, delegata regionale del gruppo Meic della Sardegna, mentre successivamente – nel pomeriggio e nella mattinata di domenica 28 giugno – si è tenuto il Consiglio Nazionale del Meic.
