Il Meic davanti al Referendum sulla riforma della Giustizia del 22-23 marzo
È importante votare
In riferimento al prossimo referendum sulla riforma della giustizia, che avrà luogo il 22-23 marzo, il MEIC invita tutti i cittadini a partecipare alla votazione, considerando le questioni di natura costituzionale come questioni decisive per la qualità della nostra convivenza e l’intera Costituzione come l’autentico nucleo duro del bene comune del nostro Paese. Esse vanno perciò garantite rispetto ad ogni tentazione di svalutazione formalistica, ad ogni appropriazione di parte, nonché al rischio di un uso congiunturale: fenomeni che non possono che risolversi in un grave e permanente danno per l’intera comunità.
È utile un confronto aperto e nel merito
Rispetto al quesito referendario, il MEIC non intende schierarsi in alcuno dei due fronti contrapposti, in ragione della presenza al suo interno di differenti sensibilità e opinioni; invita comunque quanti partecipano al confronto sui temi oggetto del prossimo referendum ad assicurare un dibattito che sia autenticamente rispettoso dell’importanza della scelta cui sono chiamati i cittadini nelle urne referendarie. E dunque un dibattito che non trascenda mai nell’insulto personale e nella sterile invettiva, che rifugga da fuorvianti manicheismi e dal ricorso a fake news, che non si riduca ad una sterile contrapposizione tra facili slogans, che finiscono per nascondere la complessità dei problemi. Piuttosto, occorre garantire, rispetto alla legge costituzionale approvata dalle due Camere per riformare l’ordinamento della magistratura, un dibattito autenticamente aperto alla pluralità dei punti di vista prospettati, delle posizioni assunte, delle tesi avanzate, delle critiche circostanziate avanzate nei confronti delle opinioni avverse; un dibattito, perciò, saldamente ancorato al merito delle questioni sulle quali i cittadini sono chiamati ad esprimersi nelle urne referendarie, capace di valutare attentamente e realisticamente le conseguenze politico-istituzionali delle due opzioni possibili.
È giusto per i credenti contribuire al dibattito
Il MEIC invita altresì la comunità ecclesiale italiana a non astenersi dalla partecipazione al rilevante confronto in atto nel Paese. Pur restando fedele alla scelta della CEI di non offrire indicazioni di voto, la comunità dei credenti, pienamente solidale nei confronti della comunità civile e sollecita verso il bene comune del Paese, non soltanto può, ma, a nostro giudizio, deve invitare i cittadini a partecipare con matura consapevolezza alla prossima opzione referendaria. A tale scopo il MEIC auspica la promozione di momenti e luoghi per un esame critico della legge costituzionale e per un confronto delle diverse posizioni in campo ispirato al leale dialogo democratico, nella costante ricerca del bene comune, ed esprime particolare apprezzamento per le iniziative già assunte da diversi gruppi locali del nostro Movimento in tale direzione. Riteniamo che, per tale via, la comunità ecclesiale potrà offrire un prezioso contributo alla crescita etica e politica del Paese.