Creare una rete nella società civile e avviare un confronto e un dialogo con le istituzioni per costruire un futuro a misura d’uomo è stato l’obiettivo di fondo del convegno organizzato dalla Sezione di Catanzaro-Squillace del Movimento Ecclesiale di impegno culturale tenutosi a Catanzaro nell’Aula Magna del Seminario Teologico Regionale San Pio X, sul “Etica, rigenerazione e sviluppo del territorio” al quale hanno partecipato rappresentanti del mondo associativo cattolico, del Terzo Settore, rappresentanti sindacali e del mondo produttivo, Ordini professionali e liberi cittadini che hanno gremito l’aula seguendo con attenzione le interessanti relazioni dei qualificati relatori.
I lavori sono stati moderati da Antonio De Marco, componente del Consiglio direttivo della Sezione MEIC. Ha aperto e introdotti i lavori il Presidente della Sezione MEIC, Luigi Bulotta che ha iniziato il suo intervento con una disamina delle molteplici criticità della Calabria, posizionata al terzo posto tra le aree più svantaggiate dell’Europa, con il 37,2 % della popolazione a rischio povertà, con un persistente calo demografico e un invecchiamento della forza lavoro e la fuga dei giovani, con un PIL che risulta il dato più basso in Italia, con una sanità in grosse difficoltà, con una economia in crisi. “Questa situazione ormai perdurante situazione – ha evidenziato Bulotta – non può lasciare indifferente nessuno di noi, urge uno scatto d’orgoglio che ci faccia reagire e ci spinga a cooperare tutti in sinergia e sintonia per invertire rotta. Noi adulti abbiamo grosse responsabilità e non possiamo ancora sbagliare. L’Italia è una repubblica a democrazia rappresentativa, dove la sovranità appartiene al popolo che la esercita tramite i rappresentanti eletti in parlamento, ciò non ci esime da essere vigili, presenti e attivi andando oltre il voto, per migliorare la società attraverso azioni concrete tese a orientare le decisioni e perseguire il bene comune e creare un futuro a misura d’uomo con al centro la persona. È questo l’obiettivo che il MEIC si pone e per questo proponiamo – ha concluso Bulotta – la costituzione di una “Alleanza per il bene comune” aperta al mondo associativo, alle organizzazioni sindacali, di categoria, agli Ordini professionali, per avviare una concreta rigenerazione del tessuto sociale ed economico della nostra terra”.
A fargli seguito è stato l’Arcivescovo della Diocesi di Catanzaro-Squillace, Mons. Claudio Maniago, che ha ribadito l’importanza di argomenti come “Etica, rigenerazione e sviluppo territoriale” che il MEIC propone riflessione per tendere a creare un futuro a misura d’uomo e ha evidenziato il valore e l’importanza di un impegno culturale cristiano capace di orientare le trasformazioni del presente, ribadendo che lo sviluppo del territorio non può essere circoscritto ad una questione tecnica o economica, ma tutto deve tendere a realizzare il bene comune e alla promozione integrale della persona umana.
Il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, si è soffermato su un aspetto significativo e quanto mai attuale, quando, nell’evidenziare il ruolo importante della collaborazione e corresponsabilità tra istituzioni e comunità locale, ha affermato: “Sento che la politica come promozione del bene comune sia scomparsa. Dentro la cerchia ristretta di chi si dedica alla politica esiste solo una lotta per la
supremazia e al di fuori dei palazzi il dibattito pubblico si articola sui social, portando a confronti solamente su ciò che si basa sul proprio interesse. Sembra tramontata la visione della comunità come luogo dove si contribuisce prima di pretendere“.
L’ultimo saluto istituzionale è arrivato dal Prefetto del Capoluogo calabrese, Castrese De Rosa, che ha ricordato l’importanza dell’impegno di tutti nella lotta alla criminalità, auspicandosi la creazione dell’Alleanza per il bene comune.
Ha avuto poi inizio la prima sessione moderata da Antonio De Marco, consigliere del Meic. Con la relazione, in collegamento video, del prof. Stefano Zamagni, docente di Economia Civile all’Università di Bologna, ha tenuto una relazione sul tema di “Etica, rigenerazione e sviluppo dell’economia”. Zamagni è partito dall’analisi dell’evoluzione economica del Mezzogiorno, dalla creazione della Zes Unica, fattore che non ha però portato a un appiattimento delle disparità. “I nodi più importanti di separazione sono tre: i data center sono completamente centralizzati al nord, i flussi migratori intraregionali persistono e i tassi d’interesse sui prestiti per le imprese presentano un forte spread territoriale. In Italia, come altrove, si è separato lo sviluppo economico da quello socio-relazionale e spirituale: bisogna tornare a un modello che racchiuda tutte e tre le dimensioni. La sentenza della Corte Costituzionale del 26 giugno 2020 è bellissima perché sancisce che l’ente pubblico deve decidere assieme ad imprese e corpi intermedi: quando ciò si applicherà davvero, i cittadini avranno di nuovo voglia di portare al tavolo le proprie proposte”.
Ha fatto seguito Ledo Prato, Segretario generale dell’Associazione Mecenate 90, che si è soffermato su “Costruire un futuro sostenibile: rigenerazione urbana, ambiente e comunità”. Partendo dai valori evangelici, l’intervento ha messo in risalto la necessità di ripartire dalle persone: “La rigenerazione urbana – ha rilevato Ledo prato – dev’essere un complesso che integra politiche, azioni e cooperazioni finalizzate a promuovere lo sviluppo delle relazioni sociali e del senso di comunità. Fare spazio al bene comune nel nostro Paese significa tutelare la democrazia. Non bastano tavoli e dichiarazioni, servono scelte e alleanze reali”.
Ha concluso la prima sessione del Convegno la prof.ssa Luana Parisi, Prof.ssa Associata
di Architettura all’University of East London, che ha svolto in modo chiaro, un’analisi sul tema “Rigenerazione sociale, umana e urbana: una sostenibilità integrale”: portando alcuni esempi concreti, con la proiezione di immagini, di buone pratiche in giro per il mondo e in Calabria, la docente ha sostenuto un approccio “bottom-up” (dal basso) alla progettazione urbana, affermando che la cultura deve servire a creare comunità e non mercati, puntando su una sostenibilità integrale che non consumi ulteriore suolo. “In un territorio come il nostro, forse, la vera rivoluzione sarebbe la normalità: poter usufruire facilmente di servizi pubblici come i trasporti e non dover fare i salti mortali per ricevere assistenza sanitaria”.
Dopo la conclusione della prima sessione, è iniziata la Tavola rotonda sul tema “Il ruolo delle professioni per la rigenerazione e il bene comune”. Hanno partecipato all’animato dibattito Federico Bonacci, presidente regionale Associazione Medici Cattolici; Eros Corapi, presidente Ordine Architetti di Catanzaro; Gerlando Cuffaro, presidente del Raggruppamento degli Ordini tecnici Catanzaro e Antonino Sgro, presidente Federazione dei dottori agronomi e dottori forestali. La coordinazione della tavola Rotonda e le conclusioni sono stati affidati ad Alberto Scerbo, Ordinario di Filosofia del diritto Università Magna Graecia, che ha ribadito la necessità che “l’essere umano torni al centro dello sviluppo, superando la preminenza del dato economico. L’uomo non deve essere individualista ma opera all’interno della comunità, è questa la sua dimensione naturale”. Scerbo, concludendo i lavori congressuali ha ribadito che il convegno, non è fine a stesso, ma rappresenta l’inizio di un percorso che il MEIC vuole portare avanti con impegno per stimolare le coscienze alla responsabilità civile e politica, creando occasioni di dialogo e confronto e cercare di dare risposte alle grandi sfide globali, come le disuguaglianze sociali, le crisi etiche e il rapporto con le nuove tecnologie, il lavoro, la sanità e le problematiche sociali che affliggono la Calabria. A tal fine ha ribadito la proposta di Alleanza per il bene comune di cui aveva parlato il Presidente rimandando alla pubblicazione redatta dal MEIC e distribuita ai partecipanti.