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Sopravvivere indenni nel travaglio storico in cui ci ha posto la Provvidenza

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di PIETRO LACORTE

E’ un’affermazione che traggo dagli scritti di Don Sartori; la ritengo ancora attuale per noi credenti di oggi, nel momento in cui non prestiamo molta attenzione, secondo lo stesso Autore, all’“acuirsi del problema della credibilità della fede cristiana” e continuiamo a vivere la nostra storia non da protagonisti, spesso dimentichi che Cristo ha sposato la nostra avventura umana, prendendo sempre posizione, schierandosi fino al supremo sacrificio. I laureati cattolici e i fucini sono stati in passato l’avanguardia pensante del laicato cattolico nel coltivare la parola di Dio, attenti a saper interpretare “i segni dei tempi” per un efficace contributo al progresso della comunità ecclesiale e di quella civile. Oggi invece sembra che subiamo gli avvenimenti e non riusciamo a prendere iniziative di sorta; ci manca la creatività, una proposta progettuale, l’ardire del rischio personale.
Nonostante il reiterato invito dei Pastori per un nuovo protagonismo dei laici, ci estenuiamo in sporadici incontri nei quali ascoltiamo analisi di persone, di cui subiamo il fascino (o il plagio), senza assumere il coraggio di una proposta libera e autonoma che riesca a renderci protagonisti, e capaci di scuotere gli animi a rendersi attori del proprio futuro.
Ci piangiamo addosso; lamentiamo la non completa attuazione del Concilio Vaticano II; ma quale iniziativa prendiamo noi laici perché tutte le deliberazioni del Concilio vengono attuate completamente, nonostante i compiti che ci sono riconosciuti dalla “Gaudium et Spes”?
Il Cristianesimo è azione, è servizio alla comunità degli uomini per aiutarli a vivere da uomini liberi e responsabili del loro futuro; ad ogni uomo di fede non è consentito lo stare a guardare e sentire; è fatto invece obbligo della “fatica personale del pensare” per discernere cosa sia giusto fare in ogni momento della vita, senza attendere lumi di sorta da parte di qualcuno che assume le vesti del protagonista o del leader di cui non si può o non si riesce a fare a meno.
“Gli uomini adulti non hanno bisogno di leader”, ha affermato Wells. Viviamo un momento difficile, sia sul piano ecclesiale che su quello civile, ma non sappiamo fare altro che addolorarcene, attoniti per quanto accade attorno a noi, ma incapaci di reagire con la forza di quella speranza che dovrebbe contraddistinguere i cristiani. “Cristo non ci ha dettato una verità, ci ha lanciati in una avventura”, ha scritto Mario Pomilio.
Ho scritto la presente riflessione per uno stimolo ai miei confratelli di fede, ma ancora di più per non continuare a rischiare che si affievolisca in me ogni stimolo a dar senso alla mia vita in un mondo, in cui sembra che tutti abbiano rinunciato a pensare, a riflettere, ad avere coscienza delle loro responsabilità verso se stessi e verso il prossimo.