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Che il 2021 sia l’anno della cura

Simone
Nel messaggio di Francesco per la Giornata mondiale della pace, dedicato alla cura, un passaggio fa riflettere ed invita a guardare all’anno che comincia in una chiave originale: perché non considerare quello entrante come un possibile anno sabbatico, come accadeva nel calendario biblico, nel quale prendersi cura dei più fragili, per offrir loro “una nuova prospettiva di vita” e far sì che non ci sia “alcun bisognoso nel popolo”?

di LUCIA GALVAGNI

Salvare il Natale? È il Natale che salva

Simone
L'incubo immaginario di dover rinunciare agli sci e ai brindisi, ai pasti luculliani e ai regali, ha rischiato di offuscare la tragica evidenza delle centinaia di vittime del virus, perché qualcuno doveva pur «salvare il Natale». Ma è il Natale che salva, senza nostro merito e senza altre ridicole pretese

di TIZIANO TORRESI

“Continuiamo a ricordarci che siamo una comunità”

Simone
Il Consiglio permanente della Cei ha indirizzato un messaggio alle comunità cristiane in tempo di pandemia. Simona Borello, comunicatrice e socia Meic, lo ha commentato per il Sir: “Siamo chiamati ad essere testimoni di speranza in questi mesi di infodemia”

di M. MICHELA NICOLAIS (SIR)

La laicità è un rischio che dobbiamo correre

Simone
Nell’incontro con il Meic papa Francesco ha posto l’accento sulla laicità. Che porta con sé il rischio di non saper leggere con adeguata sapienza i segni dei tempi, il rischio di correre troppo, il rischio di sbagliare: ma è la nostra responsabilità nella Chiesa alla quale non si può abdicare

di BEPPE ELIA

Comunicare è difficile, accompagnare necessario

Simone
La cura della comunicazione clinica e delle relazioni è oramai supportata da forti acquisizioni normative, scientifiche, etiche e deontologiche. Una buona comunicazione in medicina e l’accompagnamento dei pazienti, specialmente quelli a fine vita, sono un dovere professionale e un atto di giustizia

di MAURA BERTINI

Alla vita bisogna fare spazio

Simone
Nelle cellule la morte è il prerequisito indispensabile per la trasmissione della vita e la comparsa del nuovo; nei tessuti e negli organi è la morte programmata a rendere possibile il loro corretto funzionamento; la nostra morte, infine, fa spazio alla novità delle future generazioni

di CARLO CIROTTO